La scarsa visibilità televisiva e, più in generale, dei media, l’attenzione mediatica che il calcio catalizza a discapito di quelli che, ingiustamente, vengono definiti sport minori, sono parte delle cause che rendono difficile la promozione del rugby.

La ricerca di collaborazione nelle scuole per esempio è sempre più in competizione con altre offerte sportive e, spesso, si scontra con strutture non adatte o deve far conto con i programmi didattici dei docenti o con il pregiudizio da parte di genitori che questo sia uno sport “rischioso” e non adatto a tutti.

Chi pratica o conosce questo sport sa che la realtà soprattutto nel mini rugby è ben diversa.

Allora bisogna impegnarsi per cercare il modo di farsi conoscere, dobbiamo far sapere, per esempio, che fino all’età di 12 anni maschi e femmine possono giocare insieme e dire ai genitori che l’utilizzo della palla con mani e piedi, in corsa, il saper cadere senza paura, rotolare a terra, sono attività motorie importantissime e acquisibili principalmente in giovane età.

Dobbiamo spiegare come il gioco del rugby impone, a tutela del giocatore, regole il cui rispetto è la parte più importante del gioco e che proprio per la caratteristica insita nel gioco, il rugby, sviluppa capacità di prendere decisioni in tempi rapidissimi, in modo individuale e in rapporto alla squadra come forse pochi altri sport possono.

Poi dobbiamo fare in modo che i genitori si avvicinino ai campi per far provare a giocare i bambini e che, finalmente, aprano la porta a un mondo in cui i valori morali e etici, il rispetto, l’umiltà e il senso di appartenenza fanno si che nessuno sia lasciato solo o indietro.

Questa è la sfida per il futuro che l’Amatori, ma crediamo ogni società di rugby, ha davanti a se’.

Per fare questo c’è bisogno di figure professionali e preparate, educatori-allenatori che sappiano come gestire e organizzare questa sfida.

All’interno dello staff l’Amatori Parma Rugby ha individuato subito la risorsa più idonea a cui affidare questo incarico: Achille Ruffolo.

Achille è conosciuto per essere da anni una figura di riferimento della Federazione Italiana Rugby nella formazione di educatori e allenatori e per essere impegnato nella promozione del rugby.

Ha acquisito nella sua carriera una esperienza importantissima nell’organizzare e pianificare proposte educative, programmi e attività adatte per bambini e ragazzi di tutte età dalle scuole elementari, medie e anche superiori.

Dalla società blu celeste e da tutti gli appassionati:

Buon lavoro!

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